A TUTTA FOTO

Data

dal 11 Aprile
al 2 Maggio 2026

Curatori

Flavia Motolese

Orari e Location

SATURA Palazzo Stella
Piazza Stella 5, Genova
da martedì a sabato ore 15:00 – 19:00

«Com’è una foto buona me l’ha insegnato il mio amico Ugo Mulas. Mi mostrava le foto, io gli ripetevo che erano bellissime, stupende. Lui mi ha rimproverato, dicendo: devi dire che è una buona fotografia, non una bella fotografia. Mulas mi ha insegnato che una foto, anche tecnicamente perfetta, può essere priva di significato, non avere niente da dire. La foto buona comunica», così Gianni Berengo Gardin in un’intervista a L’Espresso tracciò la distanza netta tra il concetto di “bello” e “buono” in fotografia. 

Sulla fotografia SATURA torna con un progetto ad hoc, concentrandosi sulla sua versatilità e capacità di evoluzione nel tempo. “A tutta foto”, a cura di Andrea Rossetti, si propone come un appuntamento di rilievo per l’educazione all’immagine e la valorizzazione del linguaggio fotografico, in termini di ricerca, studio e creazione di contenuti. Puntando sul confronto tra gli artisti selezionati, il progetto “A tutta foto” intende inserire all’interno di un unico evento espositivo le ricerche visive più prestigiose e qualificanti, sia di artisti professionisti sia di emergenti di talento, inserendole all’interno di un evento espositivo unico. 

Questo appuntamento espositivo riunisce due artiste. Lo stile di Francesca Guelfi si muove tra fotografia documentaria e ricerca poetica del paesaggio, con uno sguardo intimo e contemplativo che valorizza dettagli, materia e memoria dei luoghi, in particolare del territorio ligure. L’uso della pellicola e di un linguaggio visivo essenziale restituisce immagini sospese e silenziose, dove il tempo sembra rallentare e il paesaggio diventa racconto identitario. Lo stile fotografico di Lena Kappa, invece, associato al progetto “Gabbia”, si distingue per un realismo intenso e drammatico, radicato nell’estetica del bianco e nero. Attraverso contrasti netti e una grana marcata, l’artista esplora temi universali come l’isolamento e la vulnerabilità, trasformando spazi ristretti in luoghi simbolici. La composizione, essenziale ma incisiva, dà vita a una narrazione visiva potente, in cui il dialogo tra luce e ombra rivela con forza le profondità della condizione umana.