S’inaugura sabato 21 marzo alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Multisense” di Francesco Baroffio Benvenuto, a cura di Mario Napoli. La mostra resterà aperta fino al 4 aprile 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00.
Con questa mostra personale, Francesco Baroffio Benvenuto presenta al pubblico i fondamenti di una nuova avanguardia estetica e spirituale: il SEAS (Surrealismo Eso-Astrale Sensitivo). In un’epoca di profonda trasformazione della coscienza umana, la sua opera non si limita alla superficie della tela, ma si propone come una “osservazione artistica” di ciò che risiede nell’ignoto, tra le pieghe del mondo quantico e i piani sottili dell’esistenza.
Il concetto di Multisense, che dà il titolo all’esposizione, definisce la “Dimensione delle infinite possibilità”. È uno spazio fluido di simultaneità dove il tempo e lo spazio ordinari si dissolvono per lasciare il posto a una realtà multidimensionale. Qui, il pensiero, l’emozione e il simbolo coesistono e si trasformano incessantemente. Multisense è dunque un invito a risvegliare le capacità dormienti dell’essere umano, sollecitando una percezione che superi i limiti dei cinque sensi per approdare a una “molteplicità sensitiva”.
La ricerca di Baroffio Benvenuto si muove all’intersezione tra arte sensitiva, fisica quantistica e filosofia umanistica, con l’obiettivo di connettere l’individuo alle dimensioni più profonde del cosmo attraverso un Multiverso d’Arte.
L’artista opera come un esploratore di visioni e tramite sensitivo: secondo la poetica SEAS, l’opera d’arte possiede una vita propria già prima della manifestazione fisica, esistendo come potenzialità energetica nella coscienza dell’autore. L’atto creativo non è dunque un’invenzione, ma una ‘cattura visiva’: una proiezione che permette a vibrazioni pure di condensarsi in materia, colore e gesto.
Attraverso l’uso sapiente di questa proiezione, Baroffio Benvenuto invita il visitatore a risvegliare le proprie capacità latenti e a guardare oltre il confine del noto. Le sue opere diventano portali verso paesaggi cosmici e architetture dell’anima, offrendo una traduzione visiva di mondi che sfuggono alla percezione ordinaria.
“Multisense” è, in definitiva, un manifesto dell’espansione della coscienza. È un invito a “sentire” con più sensi, a percepire la realtà su più piani e a riconoscere il legame indissolubile che unisce l’esperienza umana alle energie universali. L’arte, in questa visione, si riappropria della sua funzione sacra di ponte tra il visibile e l’invisibile, tra la densità della materia e la libertà dello spirito.




