MICHELANGELO MIANI

Data

dal 20 Giugno
al 4 Luglio 2026

Curatori

Mario Napoli

Orari e Location

SATURA Palazzo Stella
Piazza Stella 5, Genova
da martedì a sabato ore 15:00 – 19:00

S’inaugura sabato 20 giugno alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Non-mondi” di Michelangelo Miani, a cura di Mario Napoli. La mostra resterà aperta fino al 4 luglio 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00.

Una marcata componente di ricerca dimensionale, prerogativa dell’ambito figurativo e solitamente estranea – o almeno non fondamentale – a una pittura fondata sull’irrealtà dei suoi elementi/soggetti. Questa è l’opera di Michelangelo Miani, un’azione percettiva allo stato puro. 

Nulla è preso direttamente dal vero, né esiste riproposizione di qualcosa a esso esplicitamente riconducibile: nel senso più concretista possibile, Miani è artefice di una realtà ideale per soggetti non reali, fatta di materia inerte e resa attiva da rifrazioni luministiche, assieme a un uso ricercato dei cromatismi. Una realtà carica di forme innaturali, di contenuti visuali per i quali è prevista un’interpretazione soggettiva immune a qualsiasi classificazione oggettiva; Non-mondi appartenenti sì alle logiche dell’astrazione, ma incredibilmente reali nella loro dimensionalità ottenuta attraverso l’uso equilibrato di luce e colore. Ed ecco, sono proprio quest’ultimi gli elementi utili a regolare il tempo pittorico nella partitura visiva stabilita da Miani: nessuna aritmia può intervenire a disturbare l’occhio, ad interrompere la musicalità insita nelle evoluzioni dell’artista, che maniacalmente regola ogni passaggio cromatico-chiaroscurale secondo cangiantismi morbidi. 

Dalla luce all’estrapolazione di riflessi opalescenti sulle superfici: dettaglio per dettaglio la struttura percettiva determinata da Miani mette in mostra le sottili differenze di curve arrotondate, spigoli, lunghezze, spessori che compongono oggettivamente sistemi astratti privi di oggettività per natura. Sistemi astratti non meno che artificiali, la cui possibile infinita rielaborazione/riproducibilità digitale, elaborata da Miani stesso in tempi più recenti, allo stato attuale è nondimeno indice di come una certa idea pittorica possa uscire indenne – e a testa alta – dalla benjaminiana “era della riproducibilità tecnica”. (Testo critico a cura di Andrea Rossetti)