S’inaugura sabato 22 novembre alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Soglie del silenzio” di Paola Campanella, a cura di Mario Napoli.
L’esposizione fa parte dell’attività di ricerca, promozione e divulgazione della CASA degli ARTISTI LIGURI CONTEMORANEI (CALC) – spazio espositivo e documentativo permanente dedicato agli Artisti ormai scomparsi operanti dalla seconda metà del ‘900 ad oggi che hanno inciso nella storia dell’arte contemporanea nazionale.
Paola Campanella è una pittrice la cui arte seduce per la quiete profonda e il senso di sospensione che pervade ogni sua opera. La sua visione non si limita alla superficie del reale: i luoghi — interni, scorci urbani, angoli familiari — sono rappresentati con un’introspezione tale da sembrare portare con sé un’eco interiore, un tempo rallentato.
Dopo aver approfondito varie forme artistiche, si avvicina alla poesia visiva nei primi anni ’60. Affinata la tecnica, lavorando per alcuni anni nel campo del design e della pubblicità, riprende la pittura intorno al 1975, indirizzandosi verso un iperrealismo “magrittiano”. Oggetti domestici, tavole, porte con le loro ombre sono i suoi soggetti preferiti. Le linee e il contrasto dei grigi chiari e dei bianchi creano inganni ottici. La tecnica, giocata sulle monocromie, conferisce una visione metafisica della realtà circostante, attraverso la rappresentazione della comune dimensione domestica.
È proprio questa tensione tra realtà e astrazione a rendere la sua pittura così affascinante. Anche quando i luoghi sono riconoscibili, non si limitano a riprodurre una scena: diventano simboli, spazi mentali, pause contemplative. I suoi paesaggi e interni non sono semplici rappresentazioni decorative, ma presenze sospese che suggeriscono una dimensione metafisica.
È naturale pensare a Edward Hopper di fronte ai suoi dipinti: come lui, Campanella sa dipingere il silenzio. Tuttavia, il paragone non la riduce — la sua cifra è distinta e originale. Se Hopper racconta storie di solitudine urbana, lei evoca stati d’animo interiori con una sensibilità più complessa.
La sua ricerca, fine e misurata, esplora l’equilibrio tra vuoto e presenza, rigore compositivo e delicatezza emotiva. Le sue opere sono esposte in gallerie pubbliche e private, anche al di fuori dell’Italia, e la sua poetica ha un respiro internazionale.
In definitiva, Paola Campanella è un’artista capace di rendere poetico un paesaggio in meditazione visiva. La sua pittura suggerisce più di quanto mostri: invita lo spettatore a rallentare, ad ascoltare il silenzio e a cogliere l’ombra sottile di un pensiero che si nasconde dietro forme e spazi apparentemente semplici. In un mondo frenetico, la sua arte è una pausa luminosa, sospesa e intima.




