S’inaugura sabato 30 maggio alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Razionalismo plastico” di Pierluigi Cattaneo, a cura di Mario Napoli. La mostra resterà aperta fino al 13 giugno 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00. In occasione della 7^ edizione della Genova Design Week, dal 4 al 6 giugno la mostra osserverà orari prolungati dalle ore 10:00 alle 22:00 — con una serata speciale venerdì 5 giugno. Domenica 7 chiusura alle ore 19:00.
La metodica di un sistema assoluto, fondato sul rapporto tra superficie visiva e struttura plastica. La ricerca di Pierluigi Cattaneo si inserisce con forza nel solco della tradizione astratto-razionalista italiana, reinterpretandola in chiave personale prima ancora che strettamente contemporanea. L’artista si muove in equilibrio tra pittura e scultura, all’interno di campi monocromi attraversati da lievi rilievi, fenditure e ondulazioni che trasformano la tela in uno spazio materico, tridimensionale o, meglio ancora, in uno spazio sovradimensionale.
Spazio sovradimensionale che per Cattaneo nasce nell’abilità di far convergere rigore geometrico, tensione emotiva ed essenzialità formale in un linguaggio di “intensa essenzialità”, capace di coniugare disciplina compositiva e sensibilità poetica. E trovando, quindi, un sottile equilibrio nei tre elementi fondamentali della ricerca dell’artista bresciano: forma, ritmo e volume. È da questi tre elementi che l’artista parte per raggiungere una dimensione quasi architettonica dell’immagine, secondo un modus operandi fatto di superfici piene, silenziose, meditate, capaci di suggerire un dialogo continuo tra ordine e percezione sensibile.
Dalla progettazione alla costruzione, termini non certo casuali per definire il lavoro di Cattaneo, ogni opera si configura come un organismo minimale in cui il gesto dell’artista si fa misura, controllo dello spazio; seguendo una materia trattata con estrema precisione e dando origine a vibrazioni prospetticamente mutevoli, che invitano lo spettatore a un’esperienza contemplativa, lenta, immersiva, all’interno di una monocromia mai statica, animata attraverso variazioni impercettibili e sottili tensioni volumetriche. E in questo processo combinato tra razionalismo plastico, ricerca formale e dinamismo epidermico anche la luce assume il proprio ruolo fondamentale: modellare le superfici per amplificarne la profondità visiva.




