RICCARDO BOTTARO

Data

dal 20 Giugno
al 4 Luglio 2026

Curatori

Flavia Motolese

Orari e Location

SATURA Palazzo Stella
Piazza Stella 5, Genova
da martedì a sabato ore 15:00 – 19:00

S’inaugura sabato 20 giugno alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Paesaggi (il)limitati” di Riccardo Bottaro, a cura di Flavia Motolese. La mostra resterà aperta fino al 4 luglio 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00.

C’è una coerenza rara, quasi intransigente, nel percorso di Riccardo Bottaro (1946-2026): quella di chi ha scelto il silenzio come condizione necessaria al lavoro, non come sottrazione al mondo. Poche mostre in vita, per scelta dichiarata. Un’opera costruita lontano dalle logiche del sistema dell’arte contemporanea, nel tempo necessario che la pittura richiede quando è praticata senza compromessi. 

Le tele che questa mostra restituisce al pubblico – molte delle quali inedite – rivelano un artista che ha fatto del vedere una disciplina spirituale prima ancora che tecnica. Bottaro dipingeva dal vero, ma il suo rapporto con la realtà visibile non era mai semplice trascrizione. Nei paesaggi urbani – tetti, campanili, cupole emergenti dalla città – come nella luce filtrata tra le foglie di un albero o nella notte densa che trasforma l’architettura in apparizione, la realtà diventa pretesto per qualcosa di più profondo: l’incontro tra l’occhio e l’interiorità di chi guarda. Rifiutava il disegno preparatorio, rifiutava il progetto. Non per mancanza di metodo, ma per eccesso di coerenza con la propria poetica: la pittura doveva nascere nell’istante della percezione, senza mediazioni, come atto di presenza totale. Ogni tela porta impressa la traccia di quel passaggio – il momento in cui la visione smette di essere registrazione e diventa rivelazione, in cui la forma esterna cede il posto a qualcosa di più antico e personale che abita dentro chi guarda. 

Quello che colpisce, osservando i lavori in sequenza, è la varietà di registri emozionali che una stessa visione sa attraversare. Bottaro credeva che nelle cose del mondo vivessero forme astratte, luce, colore e musica – diversa per ciascuno di noi. La sua pittura non cercava di imporre quella musica, ma di creare le condizioni perché l’osservatore potesse udire la propria. È questa generosità silenziosa – rara tra gli artisti, rarissima tra quelli che scelgono di non mostrarsi – il lascito più prezioso di un pittore che ha preferito la profondità all’eco. Questa mostra non è un omaggio postumo. È, finalmente, un ascolto.