Palazzo Stella, edificato in età rinascimentale, fu costruito su fondamenta preesistenti di epoca basso-medievale, e si distingue da fabbricati dello stesso periodo per la caratteristica facciata ridotta, risultante dalla conformazione ad “L” dell’intero lotto.
All’interno, nell’atrio della prima metà del cinquecento con volta a padiglione e capitelli corinzi pensili in pietra scura, si aprono due portali in pietra che introducono ai fondi medievali del palazzo. Di particolare interesse artistico sia per la struttura sia per lo stato di conservazione sono la colonna centrale in pietra nella sala prospiciente all’atrio, le volte a crociera elemento comune in tutto il piano terra del palazzo, l’antico forno e pozzo d’acqua sapientemente restaurati.
Proseguendo verso l’alto si arriva al pianerottolo dell’ammezzato, sulla cui balaustra con zoccolo è posta una testa femminile marmorea d’epoca rinascimentale. Salendo al piano nobile sono presenti sale riccamente decorate da dipinti murali di gusto settecentesco, con tonalità blu e azzurro oltremare che richiamano gli affreschi realizzati da Lorenzo De Ferrari (1680 – 1744) all’interno di Palazzo Rosso

.Il Palazzo, su cinque piani, ha subito diverse destinazioni d’uso: da palazzo nobiliare, a convento di clausura, asilo, palestra di boxe (si allenò Primo Carnera), fino a residenza della famiglia Garaventa citata nel famoso romanzo La regina disadorna di Maurizio Maggiani. Dopo gli anni ‘70 viene in parte abbandonato e utilizzato come magazzino fino a quando, nel 1992, Mario Napoli inizia un lavoro di riqualificazione e lo trasforma nella sede di SATURA.
Oggi è uno dei più grandi spazi espositivi indipendenti dedicati all’arte e alla cultura contemporanea in Liguria, conta, infatti, 12 sale espositive e congressuali su una superficie complessiva di oltre 400 mq.

A dare nome alla piazza sono gli Stella, antica famiglia genovese di parte ghibellina. Appartenente alla famiglia era Giorgio Stella, che a partire dal 1396 – in continuità con l’opera del Caffaro – scrisse gli annali della Repubblica (Annales Genuenses) dal 1290 e il 1402. Giorgio Stella, figlio di Facino, originario di Triora, fu, come il padre, notaio e cancelliere del comune.
L’aspetto dell’intero isolato ricalca quello medievale, con portici che ancora oggi sono indice della sua rilevanza a livello mercantile; all’altezza del civico 7 è difatti leggibile una grande loggia murata, costituita da due grandi arconi a sesto spezzato separati da una grossa colonna romana in granito, databile tra XII e XIII secolo.
A lato della colonna è posta una lastra in pietra nera con monogramma di Cristo. Sempre in accezione commerciale, va evidenziata la probabile esistenza di magazzini di sale nell’adiacente vicolo – denominato per l’appunto “Vico Sale” – che fiancheggia Palazzo Stella.
Il prospetto di Palazzo Stella – in corrispondenza del civico 5 – è costituito da un solo asse di finestre. Frammenti d’affreschi, in corrispondenza delle zone del sottotetto, sono quanto rimane di una decorazione in origine riguardante l’intera facciata.
L’ingresso del palazzo presenta un portale con stipiti in ardesia ornati di teste imperiali e architrave raffigurante l’Agnus Dei, contornato di motivi di foglie, fiori e frutta, attribuito a Giacomo da Campione, che nel 1506 lo promette al proprietario Luchino Stella.
Sulla destra dell’entrata spicca il tabernacolo settecentesco in stucco con un bassorilievo marmoreo raffigurante la Madonna della Misericordia apparsa a Savona al Beato Botta, l’umile contadino in ginocchio davanti a Lei.
Ad ornare la parte alta è un fregio a fasce bianche, nere e grigie; immediatamente sotto sono raffigurati un putto con tromba e una figura mitologica con testa e tronco umano e parte inferiore pisciforme. Particolarmente interessante il serpente alato che viene impugnato dal tritone e ne stringe il braccio sinistro.
La successiva creazione della finestra interrompe la sequenza di personaggi che ornavano la parte alta del palazzo: tracce di un altro essere con coda di pesce sono infatti visibili in corrispondenza dello spiovente del tetto, a sinistra della finestra.

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